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s Soldiers
La battaglia delle ombre di Luhuta
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Acterum fu condotto prigioniero a Taakrios nella notte. Venne portato in una cella del castello. Legato con lunghe catene non poteva usare la sua magia per la fuga, gli era stato infatti sottratto il suo bastone magico.Di guardia vi erano orchi in ogni angolo. Non sarebbe potuto fuggire in nessun modo. Intanto l’eletto ed Enrique si avvicinavano sempre più ad Abram. Ore dopo il sentiero immerso nel bosco era quasi terminato. Di fronte si stagliò il castello di Abram. Erano finalmente arrivati. Lo spettacolo era magnifico. La luce chiara del sole filtrava dal bosco e si rifletteva nel laghetto vicino al castello e dava un’atmosfera magica a tutto il paesaggio. Rimasero per un attimo immobili a guardare. Ripresero il cammino. Attraversarono il ponticello quando in lontananza una figura cominciò a correre verso di loro. Chi era, si domandò Enrique tra se. Antuan invece già sapeva. Era Astrid, la cara principessa Astrid. La principessa arrivò di corsa verso di loro ma non vide nessuno a lei conosciuto, solo due giovani cavalieri dal volto affaticato per un lungo viaggio. Chiese chi fossero e se avessero bisogno di qualcosa. A quel punto scesero da cavallo e si presentarono. -Voi siete la principessa Astrid?- chiese gentilmente l’eletto. -Si cavaliere sono io. Ma voi chi siete? Ci conosciamo?- rispose lei sorpresa. -Mi chiamo Antuan e questo è il mio compagno Enrique.- Fecero entrambi un inchino poi l’eletto continuò il discorso. -Siamo qui da parte del mago Acterum. Dobbiamo riferire di importanti notizie.- disse in tono molto preoccupato. La principessa appena sentii il nome del mago scoppio in un pianto dirotto e singhiozzando chiese. -E’ morto ? Lo sapevo che sarebbe stato estremamente arduo trovare l’ eletto. Come è successo?- Antuan la guardò e rispose. -Non si deve preoccupare, non è morto. Purtroppo però è stato rapito da sua sorella Sphiria.- COSA! LO UCCIDERÀ!- rispose Astrid con veemenza e poi continuò. -Ma l’eletto non è stato trovato? L’avrebbe di certo salvato dalle grinfie di Sphiria!- Il tono della principessa era pieno di angoscia. Antuan continuò in modo pacato per cercare di tranquillizzare Astrid. -Principessa, io sono l’ eletto. Non ci è stato possibile salvare Acterum perchè siamo stati attaccati da un’ orda di orchi. Ci avrebbero uccisi in meno che non si dica ma grazie agli alberi magici del bosco siamo riusciti ad arrivare fin qui. Ora siamo qui per cercare rinforzi per liberare Acterum.- Astrid fece un cenno d’ assenso e li condusse all’ interno del castello. Si ritrovarono all’interno della corte. La principessa fece strada per le camere ai piani superiori poichè i cavalieri avevano bisogno di riposare. Astrid ordinò in cucina di preparare una abbondante cena per gli ospiti. Arrivò la sera ed Enrique dopo aver recuperato le forze, scese per primo nella sala dove si era disposto per la cena. Astrid era già lì ad attenderli. Lui, vedendola assorta con lo sguardo alla finestra, le si avvicinò. -Disturbo?- chiese Enrique timidamente. Lei sobbalzò. -OH! Non vi avevo sentito arrivare. Si accomodi, non disturba affatto, la cena sarà servita tra poco!- E’ molto pensierosa, cos’è che la turba?- chiese Enrique. -Sto pensando alla nostro scontro con le forze del male e a come liberare Acterum. Mi sembra tutto così impossibile. Il suo amico, Antuan, è sempre così, come dire, indisponente con gli estranei?- domandò incuriosita.- Enrique rispose che non era poi così insopportabile. Un valoroso cavaliere e l’unico ad avere la possibilità di salvare Abram. Bisognava riporre estrema fiducia in lui anche se dalla sua espressione Astrid era ancora dubbiosa su questo fatto. Nel mentre arrivò ancora un po' assonnato Antuan.Vide i due parlottare vivacemente fino ad interrompersi bruscamente quando varcò la sala salutando. -Buona sera a tutti. Enrique mi hai battuto sul tempo, sono arrivato per ultimo!- La principessa fece servire la cena. Gustarono il tutto mentre discutevano del piano di battaglia per sconfiggere Sphiria. -Qui ad Abram non abbiamo un vero e proprio esercito. Bisognerà chiedere aiuto agli elfi. Conosco il comandante e ci aiuterà senz’altro.- disse Astrid. L’eletto incalzò. -Siete sicura che abbiano un buon numero di combattenti?- Si , sono molto organizzati, sono ottimi cavalieri. Questo è ciò che so.- - Ma non conosceva il capo così bene?- disse sarcastico Antuan. - Non devo rendere conto a lei delle mie conoscenze!- rispose stizzita Astrid. Enrique già vedeva che si metteva male e disse -Calmatevi! Cercate di non litigare. Dobbiamo essere solidali ed in concordia tra noi se vogliamo che i nostri piani volgano al meglio!- E mentre loro continuavano a rimbeccarsi il tono imperioso di Enrique li zittì. Passarono la serata a decidere il da farsi. L’indomani sarebbero partiti per il paese dei Cavalieri Elfi e lì avrebbero avuto i rinforzi necessari. L’alba era già sorta e l’aria frizzante dava una strana energia per cominciare il nuovo giorno. Antuan ed Enrique stavano sellando i cavalli per la partenza. Astrid doveva unirsi a loro pur dovendo lasciare il libro incustodito. Ma non aveva paura di ciò. In tutto questo tempo aveva messo in pratica alcune magie protettive insegnatele a suo tempo da Acterum. Lasciarono Abram dirigendosi verso le colline. Come guida la principessa chiamò in aiuto il drago Uma che dall’alto coordinava le operazioni di direzione. Dopo molte ore di cammino il sentiero tortuoso s’immetteva in un fitto bosco dove la frescura dava un immediato sollievo al corpo. La principessa si riposò all’ombra di un albero e dopo poco la seguirono Enrique e Antuan. Sorseggiarono dell’acqua freschissima raccolta da una sorgente poco distante. Il paesaggio intorno a loro era brulicante di colori. Immensi prati verdeggianti si stagliavano dinanzi a loro. Astrid non aveva mai visto tanta meraviglia. Non si era mai spinta oltre Abram a cavallo se non con il drago Uma. Vedere il paesaggio dall’alto non aveva la stessa magia quanto osservarlo da cosi’ vicino. L’eletto pensò di riuscire ad arrivare al paese degli elfi non prima dell’indomani, perciò era necessario cercare un rifugio per la notte. Ripresero il cammino lungo un altro sentiero che costeggiava una fitta boscaglia. Astrid volse lo sguardo al cielo cercando il drago, ma non lo vide. Lo chiamò allora ad alta voce. -UMAA!!UMAA!!- Ma non ricevette alcuna risposta. Iniziò a preoccuparsi e diede un colpo secco di sprone al cavallo che cominciò a correre quasi imbizzarrito verso la fitta boscaglia. Antuan imprecò ad alta voce e rincorse la principessa che ormai aveva perso il controllo del suo cavallo. Enrique, lestamente, lo seguì a sua volta. Astrid non sapeva come fermare l’animale. L’eletto cercò di avvicinarsi il più possibile, balzò in sella e con grande agilità fermò l’animale. -Tutto bene?- disse Antuan. Ma voltando il viso di Astrid trovò una ferita sanguinante al capo. - Si sto bene. Ho solo preso un colpo contro un ramo.- Antuan la fece scendere da cavallo, prese dell’acqua e le pulì la ferita sperando che non s’ infettasse. - Mi dispiace non ci voleva. Volevo cercare Uma. Non so dove si sia cacciato e sono preoccupata.- disse la principessa. -Non fa nulla, vorrà dire che ci fermeremo qui per la notte. Uma arriverà presto, non preoccuparti.- rispose Antuan. Intanto Enrique stava perlustrando i dintorni alla ricerca di qualche anfratto ove poter riposare per la notte quando s’imbattè in un grosso lago circondato da mangrovie. Al centro di questo chi c’era a farsi un bagno ristoratore? Uma, che tranquillamente si lasciava cullare dall’acqua. Quando vide Enrique avvicinarsi, disse bofonchiando, OH! ECCOVI ARRIVATI! VI STAVO ASPETTANDO DA UN PEZZO!- La rabbia di Enrique si fece strada e sbottò. -Per colpa tua la principessa si è ferita al capo cercandoti. Il suo cavallo si è imbizzarrito e lei a perso il controllo!- CHIAMATELA ALLORA! FATELA VENIRE QUI’! E’ ASSIEME ALL’ELETTO?- -Certo , è stato lui a fermare la corsa dell’animale.- - BENE, A QUALCOSA E’ STATA UTILE LA MIA SPARIZIONE. DOVEVANO COME DIRE, ECCO, CESSARE LE LORO OSTILITÀ. RICORDA, IL DESTINO E’ SEMPRE COMPLICE!- Tranquillamente Uma continuò il suo bagno. Enrique corse verso Astrid ed Antuan chiamandoli. -Venite, ho ritrovato Uma!- La principessa si tranquillizzò ed assieme all’eletto andarono verso il lago. Antuan l’adagiò nella grotta in cui avrebbero dormito la notte. Il capo le doleva molto, il colpo doveva essere stato forte, e la lasciò riposare. Andò dal drago per sapere se esisteva in quel luogo qualche erba capace di lenire il dolore ed Uma gli rispose che più in là vi era un albero dalle foglie curative senz’altro utile in questo caso. Antuan prese il cavallo e si diresse verso quell’ albero e con le foglie in un baleno arrivò da Astrid. Ne fece una poltiglia molle e la mise sul capo di Astrid aspettandone il risveglio. Passarono diverse ore mentre l’ oscurità incombeva. Enrique e Antuan prepararono un fuoco per la cena e per tenere lontano animali sgraditi. La principessa si svegliò ed uscì dalla grotta dirigendosi verso il fuoco acceso. -Astrid, come state?- disse Antuan meravigliato della sua uscita. -Molto meglio, ma cosa mi avete messo sulla fronte? Sono tutta appiccicosa!- lei rispose massaggiandosi il capo. -Sono foglie curative, vi hanno lenito il dolore e disinfettato la ferita- rispose l’eletto. Astrid si avvicinò al drago. Lui si dispiacque molto nel vederla in quello stato. -Astrid, avevate forse paura di non vedermi più? Vi siete preoccupata così tanto. Io sono un drago, non abbiate timore per me, me la so cavare!- disse bonariamente. Nel mentre furono interrotti da Enrique che chiamò Astrid per la cena. -Andate a rifocillarvi, ne avete bisogno. Domani saremo di nuovo in cammino- disse Uma che poi si accovacciò per una sana dormita. Mangiarono la preda che aveva cacciato l’eletto in giornata, una lepre . La principessa non era abituata a questo modo così spartano di servire la cena ma si abituò molto in fretta, anche perchè era alquanto affamata. Finirono ben presto la cena e poco dopo andarano a riposare. L’alba era sorta quando ripresero nuovamente il cammino. La principessa era guarita ormai dal colpo preso e nel prosieguo del viaggio non vi fu nessun ulteriore intoppo. Arrivati in cima alle colline videro in lontananza il paese degli elfi. Un ultimo sforzo e finalmente sarebbero arrivati. Scesero giù per un sentiero, fino ad arrivare in una distesa costeggiata da torrenti e cascate. Un fitto bosco circondava il paesaggio. Qui e là laghetti formati da ruscelli cristallini ove strani uccelli dai colori sgargianti piroettavano tra i rami. Finalmente Astrid vide il ponticello per il quale si accedeva al paese. Il drago planò di li a poco e si fermò ad aspettarli. Appena giunta Astrid scese da cavallo ed attraversò il ponte cercando subito l’elfo suo amico fidato. Arrivò nel centro del paese dove vide alcune guardie aggirarsi in perlustrazione. Chiese dove fosse il loro capo e le risposero che era poco distante, stava dando lezioni di spade ad alcuni allievi. S’incamminò e quando lo vide tra se pensò che era veramente affascinante. Mentre era ancora rapita dai suoi pensieri non si era accorta che le si era avvicinato. -Buongiorno Astrid, come mai qui?- disse Elmes con tono preoccupato. Astrid trasalendo rispose. -Sono qui per una importante missione. Dobbiamo parlare.- L’elfo rispose -ha fatto tutto questo viaggio da sola? -No, non sono sola. Mi hanno scortata due cavalieri. Poi le spiego.- Rispose agitata. Poi corse verso Antuan ed Enrique e li accompagnò da Elmes per presentarli. -Io sono Antuan, e questo è il mio compagno di ventura Enrique- disse l’ eletto con tono solenne cominciando poi a spiegare i motivi della loro venuta. -Siamo venuti per un motivo molto importante. Siamo in cerca di alleati per sconfiggere le forze del male che stanno distruggendo diversi paesi a noi conosciuti. Vogliono arrivare ad Abram ed eliminare il regno con la complicità di Sphiria. La principessa Astrid è in grave pericolo!- -Sono già stato informato dai Sapienti perche sono qui con noi. Sono riusciti a sfuggire alla morsa di Sphiria. Abbiamo reclutato parte del loro popolo come rinforzi per le nostre truppe. Infatti in questo periodo sono molto impegnato nell’insegnare i trucchi del mestiere.- disse Elmes con voce tesa. Astrid intervenne nella discussione. -C’è anche un altro problema. Sphiria ha catturato il mago Acterum, perciò è necessario liberarlo al più presto.- Antuan aveva notato la strana espressione che la principessa aveva nel guardare Elmes e pensò di tornare alla carica mettendola un po' in imbarazzo. -Sappi Elmes che siamo qui perchè Astrid era certa che ci avresti aiutato. Più volte ci ha raccontato della vostra conoscenza.- Le parole dell’ eletto erano velate di sarcasmo ed attendevano una reazione. Astrid in quel momento voleva rompere le ossa a qualcuno di sua conoscenza, nonostante fosse abituata ai modi di corte. Le si accesero le gote di un rosso vivo, praticamente diventò paonazza. Si voltò verso Elmes che stando al gioco la guardò intensamente e le fece un cenno d’ intesa. Sebbene furente li lasciò ridere divertiti e prese le sue poche cose dal cavallo mentre Uma la guardava perplesso. -Che vi succede?- le chiese. -Non sopporto Antuan. Non ho mai visto un uomo così arrogante e presuntuoso. Adesso si sta divertendo alle mie spalle!- -Beh...se vi rende nervosa ci sarà un motivo.- Uma sorrise beffardamente e continuò a parlare. -Per me è amore.- -COSA! SAREBBE L’ULTIMA PERSONA PER LA QUALE POTREI PROVARE UN SENTIMENTO SIMILE!- urlò Astrid. -Mia cara, hai molti pretendenti, ma il tuo cuore non vede oltre.- -Il mio cuore non ha nessuno per cui battere!- rispose la principessa ormai sopraffatta dalla rabbia. Uma rise e aggiunse -Vedrai, un giorno il tuo cuore batterà rumorosamente.- Salutò il drago bofonchiando tra se e ritornò nel paese cercando una locanda per riposare . L’unica del paese era al centro del borgo ed ad aspettarla fuori dalla porta vi era proprio Antuan che giocherellava con qualcosa tra le mani. Astrid ancora furente gli passò davanti ed entrò all’interno senza degnarlo di uno sguardo. Ore dopo la principessa scese dalla sua camera per la cena. Dopo un bagno ristoratore i suoi nervi si erano calmati. Aveva indosso un abito di un color porpora con fantasie arabescate. Era splendida. Tutto il gruppo la stava già aspettando a tavola, mentre discutevano di piani di guerra e della liberazione di Acterum. Astrid entrò timidamente nella sala, salutò tutti i presenti meno che l’eletto, pensando tra sè che l’unico modo per mantenere la calma era ignorarlo. Dovevano essere uniti fino alla fine di questa missione. Poi finito ciò, finalmente le loro strade si sarebbero divise. Finita la cena Elmes li condusse nella sua dimora. Entrarono da una porta secondaria per la quale si accedeva ad una sala chiamata "sala del comando". Lì si riuniscono tutti i rappresentanti del paese per decidere piani di battaglia e questioni strettamente militari. Si sedettero tutti intorno ad un tavolo rotondo di marmo nero istoriato da fregi dorati e purpurei. Vi si trovavano già anche i Sapienti. Iniziarono subito a discutere sul da farsi. -Il primo obbiettivo è liberare Acterum. Sicuramente l’ avranno condotto a Taakrios.- disse Elmes aggiungendo poi - Il secondo è colpire Sphiria eliminando il suo esercito del male.- Gli rispose uno dei Sapienti. -Sphiria certamente attaccherà Abram, cercando di sottrarre il libro, quindi passerà senz’altro dalla landa di Luhuta dato che lì il territorio è meno impervio e la distanza più breve. E’ una via quasi obbligata perciò bisognerà attenderla lì.- -E Acterum? Come riusciremo a liberarlo se saremo tutti in battaglia?- Chiese Astrid preoccupata. -Dovremo cercare di attirare Sphiria in questa trappola. Lei lascierà il castello incustodito ed un nostro gruppo vi penetrerà all’ interno liberando così Acterum- le rispose il Sapiente. -Sembra tutto così semplice ma non penso che Sphiria sia così sprovveduta da lasciare con poche forze di guardia il suo castello, senz’altro ci saranno orchi ovunque!- rispose Enrique alquanto perplesso. -Lo so, ma saranno comunque indeboliti visto che la maggior parte di loro sarà con le forze principali. E’ necessario rischiare.- rispose il Sapiente. Antuan fino a quel momento era rimasto in silenzio ad ascoltare ma ora interruppe la discussione per dire la sua. -Chi veglierà sul libro Kalum?- Elmes si voltò verso la principessa -Sarà Astrid a rimanere ad Abram e vegliare sul libro.- -Ma io voglio essere con chi andrà a salvare Acterum, il libro sarà protetto dalla mia magia così nessuno potrà sottrarlo!- rispose Astrid con tonofermo e deciso. -Non è possibile, sarà un’impresa pericolosa. Non può rischiare la sua vita.- disse Antuan guardandola intensamente. -IO VOGLIO ANDARE!- gridò la principessa. -Ha ragione l’eletto, lei deve restare al castello. Non so quanti di noi riusciranno a tornare incolumi. Questa guerra è un’incognita per tutti noi.- le rispose Elmes aggiungendo -non prenda iniziative. Rimanga al di fuori di questa storia. Salveremo Acterum. E’ una promessa!- Astrid stizzita si congedò. Uscì e si diresse verso la locanda e durante il percorso rimuginò su come la stavano sottovalutando ma che lei non si sarebbe arresa così facilmente. In effetti aveva in mente un suo piano d’ azione. I giorni scorrevano velocemente e le forze congiunte dei Sapienti e degli elfi trascorrevano giornate intere ad esercitarsi con le armi. L’eletto, delegato ormai all’insegnamento delle tecniche militari, svolgeva a pieno le sue mansioni. Elmes, assieme ai Sapienti, aveva il compito di studiare le migliori strategie d’ attacco possibili. L’unica a bighellonare, ma non per sua volontà, era Astrid. L’ addestramento continuò per diverso tempo, poi arrivò il momento di partire per Luhuta. Astrid dovette dirigersi verso Abram assieme al drago. Il suo compito era controllare che nessuno attentasse al libro Kalum. In realtà aiutata da Uma si sarebbe diretta a Taakrios per liberare Acterum. Una lunga colonna scura partì dal paese degli elfi. Il nitrire e lo scalpitio dei cavalli risuonavano sulla terra arsa dal sole. Antuan, Enrique ed Elmes al comando si diressero verso le colline. La battaglia contro Sphiria e le forze del male sarebbe stata piena d’incognite. "Il segreto sta nel cuore dell’eletto!" E’ scritto nel libro Kalum. Forse l’unica verità possibile.
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