Fog' s Soldiers

La battaglia delle ombre di Luhuta

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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4-Il paese degli uomini sapienti

 

Il paese era circondato da mura molto alte ricoperte qui e là di edera verdeggiante e minuscoli fiori rossi.

Il borgo non era molto grande. Vi si accedeva da una porta chiamata Porta del Sapere. Le case erano di colore molto chiaro ed emanavano luminosità tutt’attorno . Dall’alto si ergeva il castello dove vivevano i Sapienti.

Costoro hanno la facoltà di avere premonizioni. Hanno vesti nere con grandi cappucci che circondano i loro visi, un abbigliamento che li rende ancora più misteriosi.

Sono fedeli amici di Acterum e sono tre. Althos, Jaco, e Lions.

Il mago e il ragazzo entrarono nel borgo e nel mentre una donna indaffarata nel suo lavoro vide i due. Riconobbe il mago e sorridendo iniziò ad avanzare verso loro. -Acterum che sorpresa, come mai qui?- Il mago anche lui felice di vederla rispose . -Letizia, è molto tempo che non ci vediamo. Sono...diciamo in visita ai Sapienti!-

Non voleva metterla in agitazione. Avrebbe riferito in meno che non si dica a tutti le loro parole, innescando così paura e agitazione nel borgo. I due la salutarono e si diressero verso il castello.

S’inerpicarono su per il viottolo nonostante il caldo. Per fortuna la boscaglia circostante emanava una gradevole frescura. Finalmente videro il ponte levatoio e subito dopo si addentrarono nella corte interna del castello.

Il ragazzo rimase estasiato nel vedere il giardino interno. Vi era una fontana a scalinata, scrosciante d’acqua limpidissima, che formava giochi di luce. Tutt’attorno alberi e fitti cespugli colmi di fiori di forme assai strane. Il profumo che emanavano era soave e seducente al tempo stesso. Enrique sedette su una panca in pietra per godersi un simile spettacolo. Ad un tratto Acterum gli urlò - Avanti muoversi, muoversi!-.

Cominciarono a salire la scalinata, quando una figura scura avanzò verso di loro. -Acterum, che piacere vedervi!-

Enrique sobbalzò. Ci fu uno strano saluto rituale, poi il mago presentò il ragazzo. -Altos, ti presento Enrique il mio compagno di viaggio-. Timidamente il ragazzo avanzò e si presentò e poi aggiunse -Acterum con me è stato molto buono, mi ha curato quando ero ferito, mi ha spronato quando pensavo di non farcela e per questo gli sono riconoscente!- Altos rispose -Lo so, lo so. Lo conosco da molto tempo. Prende a cuore solo le persone che realmente reputa pure di cuore e non ammette falsità e imbrogli. Tu sei un ragazzo assai buono e lo seguirai ancora per molto tempo-.

Enrique pensava in cuor suo che il viaggio fosse terminato. Avrebbe rivelato quello che sapeva ai Sapienti e sarebbe rimasto con loro, pur sapendo che una battaglia era imminente. Solo la fuga poteva essere una soluzione per la sua incolumità. Non sapeva duellare, perciò come avrebbe potuto essere di aiuto al mago!

Altos li invitò all’interno. Un grande salone porpora si stagliò davanti a loro. Al centro, disposti a ferro di cavallo, vi erano tre troni d’oro rivolti verso una enorme sfera pulsante di energia. Innanzi ai troni erano disposte sedie con forme assai strane, queste accoglievano coloro avevano necessità di un qualche consulto.

Altos si sedette sul trono centrale, Acterum ed Enrique su due sedie. Il mago, con sguardo assai serio, iniziò a raccontare tutta la storia.

Altos seguiva con estremo interesse tutto ciò. -Acterum, non pensavo che Sphiria potesse arrivare a tanto, le forze del male la distruggeranno, come distruggeranno i popoli che credono ancora nella forza della magia bianca!-

Il mago continuò il racconto. Descrisse il viaggio alla ricerca dell’eletto, l’incontro con Enrique e la sua rivelazione. Il ragazzo intervenne e raccontò tutti i particolari che era riuscito ad ascoltare della conversazione di Sphiria. -Mi vogliono morto. Vi sto raccontando tutto questo per mettervi in guardia. Sphiria vi attaccherà assieme alla sua legione di orchi. Li ho visti. Sono spietati, vi uccideranno tutti, dovete fuggire da qui! Io potrei venire assieme a voi! Acterum deve cercare l’eletto, ed in ciò non posso aiutarlo!-

Altos con sguardo indagatore rispose -Sbaglio ma hai una tremenda paura di sfidare l’ignoto. Tu non devi aver paura di questo, ma di te stesso!- Questa frase Enrique l’aveva già sentita e d’ istinto replicò a voce alta, - IO NON SO DUELLARE, SONO SOLO UN MISERO STALLIERE! METTEREI IN PERICOLO LA VITA DEL MAGO, E IO NON VOGLIO!-

Altos con fare severo disse, -Non commiserarti, nessuno ti ascolterebbe. Sei in mezzo ad una guerra , il destino ti ha riservato questo. Ma accanto a te hai un mago forte e valoroso-.

Una voce dietro al sapiente s’ intromise, -e tu sarai al suo fianco, combatterai assieme all’Eletto le forze del male in una terribile battaglia che tu lo voglia oppure no!-

Si voltarono per vedere chi aveva proferito quelle parole e videro Jaco, un sapiente dal carattere irruente e combattivo.

-Scusate l’intrusione, ma stavo ascoltando il discorso di questo ragazzo decisamente piagnucolone!- Risero tutti , tranne Enrique, che prese ed uscì furente.

-Acterum si è preso un bell’apprendista!- continuò Jaco, -Sto scherzando, so che sarà un grande cavaliere. Ma torniamo a noi. Il problema principale è trovare l’eletto, e che io sappia ne esiste ancora uno. Dalle mie ricerche vi potrò dire dove si trova. Mi si dia un po' di tempo, intanto riposatevi nei nostri alloggi dato che ne avete alquanto bisogno-.

Acterum uscì a cercare Enrique e lo vide appoggiato ad un muretto che contemplava l’orizzonte. Gli si avvicinò lentamente. -Enrique, cosa fai qui. Non mi dire che serbi rancore per prima. I Sapienti non intendevano offenderti, loro hanno già previsto il tuo futuro. Sarai un grande e valoroso cavaliere, ma hai un difetto, la maledetta paura di non riuscire. E’ tutto nella tua mente. Arriverà il giorno che sentirai il coraggio farsi strada dentro te e allora capirai.-

Enrique scrutava il cielo e rispose pensieroso, -non pensavo di arrivare fin qui e godermi questo paesaggio. Sono sfuggito alla morte e grazie a lei ho scoperto cosa vuol dire "temere se stessi". E’ una frase che mi si ripete spesso! Forse temo me stesso perché non conosco realmente i miei limiti, la mia forza, non mi sono messo realmente alla prova. Dovrò farcela per uscirne vincitore.- Si interruppe per un attimo poi aggiunse, -mi vuole aiutare?-

Acterum lo fissò intensamente e disse, -dovremo percorrere molta strada insieme ed affrontare insidie nascoste e pericoli evidenti ma non dubitare, ce la faremo. Ora dobbiamo riposarci, domani sapremo la destinazione del nostro prossimo viaggio.-

Nella notte i tre Sapienti si riunirono per individuare il luogo dell’ eletto. Evocarono misteriose presenze e pronunciarono arcane formule magiche attorno alla sfera. All’improvviso videro una terra oscura solcata da un fiume nero. Un silenzio spettrale avvolgeva tutta la zona e la morte avanzava con la sua veste nera su una vecchia barca. -La zona di confine tra la vita e la morte. Se riescono ad oltrepassarla avranno salva la vita! -disse Jaco preoccupato.

La sfera intanto continuava la sua ricerca e finalmente dopo molte ore, all’improvviso si stagliò dinanzi a loro il paese cercato. L’eletto era ormai vicino!

L’alba era ormai prossima. Acterum si svegliò mentre Enrique era già nel giardino ad assaporare una succulenta colazione. I primi raggi del sole cominciavano a riscaldare l’aria.

Era triste sapere che questa pace sarebbe durata poco e che i Sapienti con il loro popolo sarebbero stati costretti a lasciare questo luogo. Non esiste giustizia pensò Enrique.

I Sapienti li chiamarono per comunicare le loro decisioni. Altos iniziò il suo discorso, -l’eletto esiste e dimora in un paese chiamato Bastian. E’ un valoroso cavaliere, abilissimo con la spada, astuto e deciso nelle sue scelte. Disgraziatamente ha un carattere un po' difficile!- Poi si voltò verso Enrique e continuò. -Devi essergli amico ed essergli fedele. Da lui imparerai a schermare. Accetta i suoi insegnamenti e le sue critiche. Saranno costruttive per il tuo futuro!- Dopo un sospiro Jaco aggiunse, -per arrivare a Bastian dovrete però oltrepassare una terra detta Zona Morta. Se riuscirete in quest’impresa, arriverete nel paese senza più nessuna difficoltà. C’è un’altra cosa. Lì si aggira la stessa morte che vaga sul fiume fangoso di quelle terre. Non dovete assolutamente guardarla in faccia. Se questo accadesse rimarreste per l’eternità confinati in quel luogo. senza via d’uscita.- Si fermò pensieroso.

Finì il discorso Lions, il terzo Sapiente. -Con la sfera magica siamo andati più in là con il futuro ma non vi diciamo oltre per non compromettere tutto. Abbiate cura di voi.

Noi siamo costretti a lasciare questo luogo e speriamo di convincere il popolo a seguirci. Ci sposteremo verso il paese dei Cavalieri Elfi. Loro sono ben disposti ad ospitarci.

Ci rivedremo presto!-

Acterum ed Enrique avanzarono verso l’uscita del castello accomiatandosi dai Sapienti.

Altos si raccomandò ancora di stare molto attenti. Le loro previsioni erano attendibili, ma il fato poteva riservare sorprese lungo tutto il viaggio.

Dopo un ultimo abbraccio il mago e il ragazzo si avviarono. Usciti dal paese guardarono l’orizzonte. Sapevano che una grande prova li attendeva, ma in cuor loro la speranza di trovare l’eletto era più forte di qualsiasi avversità.

 

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