Fog' s Soldiers

La battaglia delle ombre di Luhuta

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

indice racconti

 

home page 

 



 

 

   8-Ritorno ad Abram

Mentre Sphiria si avvicinava alle montagne, il mago ed Enrique conobbero finalmente l’eletto.

Era un ragazzo di carattere molto schivo, grande schermitore e ottimo cavaliere.

Dimorava da molti anni a Bastian dopo innumerevoli battaglie combattute come mercenario in giro per il mondo.

Il nonno era il padrone della locanda in cui il mago e l’eletto erano ospiti al centro del paese. Il lavoro di certo non mancava e suo nipote cercava di aiutarlo nel mandare avanti l’ attività.

Il popolo di Bastian era molto orgoglioso dell’eletto. Il suo nome era Antuan.

Sapevano che aveva qualcosa di speciale. Qualcosa di unico era racchiuso in quel giovane! Il mago spiegò molto chiaramente tutta la storia, ma lui non riusciva a credere di essere veramente l’eletto, colui che ha la sola possibilità di sconfiggere le forze del male.

-Ma come è possibile che sia proprio io colui che vi aiuterà?- domandò l’eletto molto perplesso, e continuò -sono solo un cavaliere, si esperto di battaglie, ma non così potente da sconfiggere forze a me sconosciute!-

Acterum continuò il suo discorso. -Non ti preoccupare di ciò. Tu possiedi forze che nemmeno tu stesso conosci! E io ti aiuterò a scoprirle molto velocemente. Sai... il tempo è tiranno per la nostra missione!-

Enrique stava in silenzio. Osservava molto attentamente l’eletto. Il mago si voltò verso di lui e disse -Strano che tu sia così silenzioso, di solito sei molto loquace!!!

Devi sapere Antuan, che il signorino è molto coraggioso! Infatti mi ha aiutato in questo viaggio, ma ora che la strada si farà difficile, deve imparare il mestiere delle armi e il combattimento. Non possiamo permetterci di sbagliare. Abbiamo in mano il destino di molte persone ed è nostro dovere riuscire nell’opera del bene.

Quindi tu insegnerai al mio amico come diventare un ottimo cavaliere!!!

- Mah.!!...- rispose perplesso Antuan, -io non sono molto capace ..... non ho una grande pazienza nell’insegnamento.-

-Bene ce la metterai ugualmente, questo è certo! E’ ora di mettersi all’opera,

non possiamo perder tempo!-

Il mago si alzò e si diresse verso la locanda. Doveva studiare i piani di viaggio. Invece Enrique e l’eletto si incamminarono verso una radura , per iniziare le prime lezioni di spada.

I giorni passavano molto rapidamente ed Enrique non faceva molti progressi. L’eletto perdeva la pazienza molto spesso ed infatti avevano diverbi quasi costanti in tutta la giornata.

Acterum aveva quasi terminato i suoi appunti, perciò cominciò a dedicarsi all’ eletto, per insegnargli qualche magia che solo lui poteva eseguire.

La spada che possedeva era unica ed aveva

poteri magici, doveva solo imparare ad usarli nel migliore dei modi.

-Che questa spada fosse magica non lo sapevo!- disse Antuan mentre la stava facendo roteare e continuò. -Mi ha sempre seguito in battaglia, ma l’ho usata come una comune arma da combattimento, solo la fortuna mi ha sempre assistito.-

Acterum lo ascoltava molto interessato. -Chi te la donata?-

L’eletto s’incupì all’improvviso e lentamente rispose. -Mia madre. Si, mia madre prima di venire uccisa....da. un generale degli orchi etremamente crudele. Il suo nome già lo sapete, Xanar!- Perchè non me lo avete detto subito, che sapete di Xanar?- disse il mago sorpreso. E Antuan aggiunse. -Mia madre era la regina del Regno di Abram, prima che arrivassero i nuovi governanti, i genitori della vostra Astrid. E’ stata mia madre a porgergli la corona. Già sapeva che la sua fine era vicina, le forze del male erano alle costole ed il libro doveva essere salvato! Conobbe per puro caso, questa coppia di nobili. Sapeva della loro grande conoscenza della magia bianca e che erano puri di cuore. Provenienti dal regno delle fate, erano loro i predestinati al comando del regno di Abram.- Si fermò un attimo, poi ritornò al suo racconto. -Con loro vi erano anche le loro figlie, Sphiria ed Astrid. Si, ho un leggero ricordo di loro, bambine-fate assai vivaci!

Poi venne il giorno per me più triste. Mia madre fu uccisa in un agguato nel bosco incantato, dove lei aveva l’abitudine di raccogliere fiori da portare al castello. Con se teneva sempre la spada ma non le fu di molto aiuto. Sentii le urla provenire dal fitto bosco. Corsi il più velocemente possibile, ma la vidi sanguinante a terra, però ancora viva . Cercai di portarla verso il castello , da lì avrei chiamato aiuto, ma lei mi disse con voce flebile di prendere la spada.

Un giorno avrei combattuto una battaglia importante contro le forze del male....

Morì subito dopo.

La rabbia e il dolore presero il sopravvento su di me. Giurai che avrei ucciso con le mie mani quell’orribile orco e che il libro Kalum doveva essere sorvegliato notte e giorno.- Grosse lacrime solcavano il viso del giovane.

Continuò con voce rotta dall’ emozione. -I nuovi governanti fecero molte cose assai nobili per il popolo di questo regno. Avevano il loro esercito di elfi che controllavano tutto il territorio, il libro era al sicuro.....-Si, era al sicuro perchè diedero il compito a me di sorvegliarlo- disse il mago compiaciuto. Antuan aggiunse. -Io invece scelsi la via della vendetta, combattei innumerevoli battaglie con la speranza d’incontrare Xanar. Ma questo non avvenne. Mi ritrovai qui a Bastian, l’unico legame che mi era rimasto.-

Acterum disse con voce imperiosa. -AVANTI INIZIAMO!! E’ LA TUA UNICA OCCASIONE!!! LE FORZE DEL MALE SARANNO SCONFITTE!!!!-

L’eletto imparò molto presto tutte le arti magiche insegnategli dal mago.

Invece Enrique, diciamo così, era ancora agli esordi nell’imparare l’ arte della guerra.

I giorni correvano, e per la fine della settimana il mago voleva intraprendere il viaggio di ritorno.

Venne il giorno dell’addio a Bastian. Antuan salutò il nonno e tutti gli abitanti del paese. Presero i cavalli e iniziarono il viaggio verso Abram.

La direzione era il bosco incantato, sarebbe stata la strada più breve per arrivare a destinazione.

In cuor loro vi erano innumerevoli stati d’animo. Acterum aveva il bisogno di rivedere Astrid, Antuan di vendicare la morte della madre. Enrique invece era l’unico a non pensare nulla. Forse solo che la sua fortuna in questo momento era di aver trovato questi splendidi compagni di viaggio.

 

indice racconti

 

home page 

 

fogsoldiers@libero.it