Fog' s Soldiers

La battaglia delle ombre di Luhuta

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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9-Il rapimento

Acterum, Antuan ed Enrique s’incamminarono all’interno del bosco, dove la moltitudine di colori e di piante alquanto strane incantavano la loro vista.

Era anche il bosco degli alberi incantati, strane creature che oltre ad avere il potere di muovere i propri rami erano capaci di comunicare in varie lingue se ve ne fosse stato il bisogno.

Sphiria con la sua legione arrivò sulla cima della montagna e, dopo un accurato sopralluogo della zona circostante, si accorse che non vi era ombra degli Uomini Sapienti.

Carica di rabbia per essere stata ingannata da quel giovane decise di proseguire il cammino verso nuove terre da conquistare con la speranza di riuscire a trovare ancora i Sapienti, magari nascosti in qualche luogo isolato.

Discesero il pendio e all’orizzonte vide l’immenso bosco incantato. Pensò fosse la porta che potesse condurli in paesi a loro sconosciuti. Decise quindi di dirigersi lì.

Si addentrarono nel folto del bosco. Devastarono con i propri cavalli tutto ciò che incontrarono, fino a quando trovarono una radura.

Si fermarono e Sphiria chiamò Xanar per discutere dei loro piani di guerra quando nella fitta boscaglia videro qualcosa avanzare.

-Generale, ci siamo fatti prendere in giro da un misero pastore di campagna!!! - Disse Sphiria ancora furente per l’accaduto e continuò. -Riuscire a trovare i Sapienti per noi

sarebbe stata una cosa assai utile ma ce li siamo fatti scappare!- Digrignò i denti con sguardo maligno. Nell’istante dopo sentì dei rumori provenire dinanzi a loro.

Si voltò con la rapidità di un felino pronta a colpire. Non poteva credere ai suoi occhi.

Fece un cenno al generale e disse a voce bassa. -Non tutto viene per nuocere! Non ci posso credere!! Guardi là, il mago Acterum con i suoi compagni...... mah!... uno di quelli è lo stupido stalliere che lei doveva eliminare!!- La rabbia di Sphiria aumentò sempre più. Decise di attaccare.

All’improvviso l’eletto si fermò. Vide avanzare verso di loro un’orda di orchi carichi di rabbia. Iniziò lo scontro. Molti orchi furono uccisi dall’abile spada dell’eletto. Enrique cercava di aiutare come poteva il mago ormai circondato dagli orchi quando si aprì un varco in mezzo a loro.

Sphiria arrivò in corsa e con il calcio di un pugnale sferrò un colpo alla testa di Acterum che cadde a terra privo di sensi.

Il cavallo del mago con una corsa sfrenata si diresse verso l’eletto, il quale riuscì a fermare l’animale per far salire in sella Enrique, e si allontanarono velocemente.

Alcuni orchi li seguirono ma gli alberi magici diedero un aiuto ai poveri fuggitivi.

Con i loro rami bloccarono gli orchi, i quali vedendo che era impossibile continuare la caccia, si arresero, e ritornarono da Sphiria.

Il generale Xanar mise il mago sopra al suo cavallo ancora privo di sensi.

Decisero di ritornare a Taakrios. Mentre cavalcavano verso il ritorno Sphiria disse a Xanar -Oggi è il nostro giorno fortunato!- voltandosi verso Acterum. -vedrà prenderemo anche i suoi amici. Sono certa che verranno a cercare il mago, come topi con il formaggio, e noi li uccideremo!-

Antuan ed Enrique ormai erano in salvo, ma il giovane disse all’eletto -Bisogna tornare indietro e salvare il mago!- Antuan rispose con serietà. -Bravo! Così ci uccideranno senza pietà. Dobbiamo arrivare ad Abram, lì cercheremo rinforzi.

Vedrai, riusciremo a sconfiggere Sphiria e salvare Acterum! Almeno lo spero!-

I due continuarono il lungo cammino verso Abram , nella speranza che il mago riuscisse a resistere nella sua prigionia.

 

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